Mi è stato chiesto da una collega amministratrice iscritta al PD di firmare un appello per le dimissioni di Berlusconi. Ho risposto d'istinto che le mozioni di sfiducia contro il premier e il suo governo, il PD deve porle in Parlamento.
Se davvero si vogliono ottenere risultati per cambiare rotta, è necessario riconquistare il paese e per fare questo bisogna proporre un programma politico per sanare le anomalie italiane e rispondere ai bisogni dei cittadini. Tutto il resto è escamotage da ceto politico per tenere legato il proprio elettorato, ma con scarsissima incidenza sulla politica reale e istituzionale.
Più che firmare appelli, oggi firmerei proposte di legge per creare occupazione: occupazione per quelli che hanno perso il posto di lavoro, occupazione per quelli che non lo hanno mai avuto, e per i disoccupati di lunga durata. Ad Amburgo i Socialdemocratici vincono le elezioni su queste tematiche.
In Italia la sinistra alimenta campagne politiche fondate su temi etici morali di grande importanza, ma che non riescono a scalfire la corazza dell'incredulità e del disincanto di un popolo troppo spesso ingannato. Come dice Virgilio a Dante spaventato di fronte alla lupa che gli impedisce il viaggio " A te convien tenere altro viaggio … se vuoi campar d'esto loco selvaggio".
Senza un impegno di tutte le forze che hanno cuore e competenze amministrative per rimettere ordine nel paese, non sarà sufficiente far sparire la "lupa" per avere un'Italia migliore.
A che serve firmare contro Berlusconi?
come disse
RispondiEliminaCappato: le firme contro Berlusconi sono una berlusconata
Rivolgersi direttamente al popolo per saltare i passaggi istituzionali che non si riescono ad affrontare; individuare il nemico esterno da abbattere per eludere la necessità di costruire riforme capaci di raccogliere consenso interno al proprio campo e tra la gente: se queste sono due delle caratteristiche fondamentali del Berlusconismo -e lo sono, attraverso l'uso eversivo delle televisioni e lo spauracchio del nemico comunista- bisogna dire a Luigi Bersani che la sua iniziativa di mobilitare il popolo raccogliendo firme contro Berlusconi non è altro che una “Berlusconata”..
E' una “Berlusconata” con un'aggravante, per Bersani. Infatti, mentre Berlusconi sa approfittare direttamente dei suoi colpi di demagogia, Bersani, in assenza di una proposta politica chiara da porre sul tavolo delle riforme approfittando della debolezza di Berlusconi, fa solo il gioco di chi una proposta ce l'ha, in particolare della controriforma proporzionalistica e clericale portata avanti da Casini o del progetto localista della Lega.