Ingresso in autostrada a Saronno. La fabbrica degli amaretti, in prossimità dell’entrata, è chiusa. Un tempo allo svincolo c’era profumo di biscotti. I lavori di ampliamento della terza corsia dell’autostrada proseguono a ritmi sostenuti. In pochi minuti raggiungo lo svincolo di Lainate, l’autostrada curva verso Varese. Si presenta un panorama mozzafiato, se non fosse per un territorio completamente antropizzato: cielo blu di Lombardia e all’orizzonte la sagoma imponente del Monte Rosa. Sembra proprio che voglia scendere a Milano, come recitava il titolo di un libro famoso.
Il traffico, intenso, scorre veloce. A Castellanza l’autostrada corre fra la storica fabbrica Pomini e il cotonificio Cantoni trasformato da Aldo Rossi nella sede dell’Università “Carlo Cattaneo”.
A pochi minuti dallo svincolo per l’aeroporto di Malpensa, c'è l’uscita per il centro congressi Malpensa Fiera di Busto Arsizio, dove gli industriali varesini hanno convocato la loro assemblea annuale. La giornata è di quelle importanti, il presidente Michele Graglia, dopo quattro anni, lascia la guida dell’Univa, la potente associazione degli industriali varesini, al più giovane Gianni Brugnoli.
In prima fila i politici della Lega: il parlamentare Giancarlo Giorgetti, l'europarlamentare Enrico Speroni, il sindaco di Varese Attilio Fontana. Appaiono un po’ mesti. Non mancano Daniele Marantelli, il “leghista rosso” e alcuni consiglieri regionali del Pd, fra cui Alessandro Alfieri.
Il presidente uscente, senza paura, lancia critiche a Marchionne e alla Fiat che hanno abbandonato Confindustria. Un sorriso appena pronunciato si percepisce sulle labbra di Emma Marcegaglia in prima fila. Graglia esalta il ruolo degli imprenditori varesini, la vocazione industriale del territorio, la tenuta di un sistema produttivo che nonostante la crisi è capace di reggere sotto il profilo occupazionale, delle esportazioni e del Pil. Lancia un grido d'allarme sul fatto che la popolazione locale attribuisca sempre meno importanza al ruolo industriale della provincia di Varese.
Non risparmia le critiche alla politica incapace di farsi carico delle emergenze: al primo posto, la richiesta di una riforma fiscale, segue l'appello alla riduzione degli sprechi della spesa pubblica.
La relazione di Graglia, tra richiami all’efficientismo aziendalista e alla responsabilità sociale dell’impresa”, manifesta pure sensibilità verso i lavoratori, fra i primi, a subire i danni dall’eccessiva pressione fiscale.
Il tema sarà ripreso da Emma Marcegaglia. Tuona nel microfono che la riduzione delle tasse è prioritaria per i lavoratori,le imprese vengono dopo. La memoria va al governo Prodi, al cuneo fiscale, alle richieste degli industriali. Commento, a bassa voce, che secondo me gli industriali hanno in mano i sondaggi sulle elezioni e che queste posizioni tanto aperte nei confronti del lavoro dipendente sono di buon auspicio. Nel pomeriggio si saprà che il centrosinistra ha vinto le elezioni a Milano e Napoli, e per noi varesini nella vicina Gallarate.
È Brunello Cucinelli, invitato dell’Univa, a ricordare con garbo che con 1.100 euro al mese non c’è creatività, non può esserci passione per il lavoro. Sullo schermo gigante, alle spalle dell’industriale umbro, compaiono i volti imperturbabili degli industriali varesini, elegantemente vestiti nelle grisaglie d’ordinanza.
Negli interventi di Graglia, Cuccinelli e Marcegaglia, ricorrono parole di una cultura politica a me familiare: giustizia, equità, merito. Ho una sorta di straniamento … tante sono le dichiarazioni di principio riguardanti la necessità di aprire, fare spazio ai giovani.
Non è la prima volta che industriali sensibili al progresso e alla questione sociale, alla modernità (altra parola più volte evocata), si spendono in tale direzione. La memoria va ad Adriano Olivetti, al movimento di Comunità, ma forse, anzi, quasi certamente fantastico troppo.
Nel pomeriggio la notizia della vittoria del centrosinistra dilaga. Chissà se alle belle parole seguiranno iniziative coerenti. Detto senza pregiudizi e con ammirazione per la cultura d’impresa: dare seguito con azioni concrete alle affermazioni di principio è piuttosto complesso. Staremo a vedere. È tempo di rientrare.
io, caro beppe, ho l'abitudine di attingere alle tue sane visioni della politica e di commentarle. Irresistibile per me la tentazione di esaltare il tuo sguardo profondo sulla storia del nostro territorio (in fondo anche io mi sento un po varesino da quando leggo il tuo blog). Vorrei che la tua lezione venga percepita da quanti più cittadini possibili: tu sai che io non milito dalla tua stessa parte politica, eppure c'è qualcosa che ci unisce ed è la voglia di praticare un confronto non livoroso e aperto nell'agorà pubblica. L'appello che mi sembra di cogliere nelle tue parole, sempre, è rivolto a parlare in termini unitari delle nostre comunità. Sullo sfondo, in effetti, per tutti vi è il nostro Monte Rosa, con il suo digradare verso Milano. La cura di quella immagine ci appartiene, come ci appartiene la storia della nostra industria, dei nostri immigrati ed operai. Io parto da qui e poi comincio a parlare di riforma fiscale di cuneo fiscale. Vorrei tanto che nella sinistra prevalga un giusto senso di pietas per l'avversario politico. Solo così potrei sentirmi un po più varesino, milanese o napoletano.
RispondiEliminaEmiliano